Progetti

PROGETTI DI VITA INDIPENDENTE (PRO.V.I.)

La finalità complessiva dei Progetti di Vita Indipendente (PRO.V.I.) è quella di sostenere la “Vita Indipendente”, con la quale si intende la possibilità, per una persona adulta con disabilità grave, di autodeterminarsi e di poter vivere il più possibile in condizioni di autonomia, avendo la capacità di prendere decisioni riguardanti la propria vita e di svolgere attività di propria scelta. Ciò che differenzia l’intervento di Vita Indipendente da altre azioni più di carattere assistenziale, si concretizza soprattutto nella modificazione del ruolo svolto dalla persona con disabilità che abbandona la posizione di “oggetto di cura” per diventare “soggetto attivo” che si autodetermina; a ciò si aggiunga il grado di integrazione tra interventi, ausili e modalità di supporto alla persona che il PRO.V.I. può attivare in un unico progetto.
Al fine della presentazione di un Pro.V.I. il richiedente il beneficio economico attiva con propria istanza l’iter burocratico secondo l’ordine stabilito dal bando regionale.
Destinatari sono le persone con disabilità motorie gravi ovvero affette da gravi patologie neurodegenerative che abbiano già prodotto permanenti limitazioni alla capacità autonoma di movimento.

Per informazioni rivolgersi alla P.U.A. Distrettuale o al Segretariato Sociale.

PROGETTO SPRAR «La Nuova dimora»

I progetti SPRAR sono rivolti all’accoglienza dei richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria o umanitaria.
I rifugiati non sono migranti come tutti gli altri. Sono cosiddetti vmigranti forzati», persone che sono costrette a lasciare il proprio paese a causa di conflitti o perché rischiano di subire persecuzioni individuali di natura politica, etnica, razziale, religiosa, sessuale.
All’interno di questo sistema l’Ambito territoriale di Putignano, garantisce interventi  di «accoglienza integrata»  che  superano la sola distribuzione di  vitto  e alloggio,  prevedendo, in  modo  complementare, anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento legale, sociale e professionale, attraverso la costruzione  di percorsi personalizzati, con l’obiettivo  ultimo della riconquista  di una piena autonomia  personale.
Il progetto prevede l’accoglienza di 30 beneficiari, tra  richiedenti  protezione internazionale  o  già titolari  di protezione, accolti in appartamenti sui territori di Putignano e Noci.
Dal 2014 il progetto ha ampliato l’accoglienza di ulteriori 10 posti per un totale di 40. Ente attuatore del progetto SPRAR  «La Nuova Dimora» è l’ATS (associazione temporanea di scopo) composta dall’associazione «Nero e non solo!» (capogruppo) con le associazioni «Micaela» e «Quasar» con il Consorzio Mestieri Puglia società cooperativa sociale.

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PROGETTO HOME CARE

Le prestazioni per l’assistenza domiciliare vengono erogate dalla Gestione dipendenti pubblici nell’ambito del progetto Home Care Premium (HCP), per fornire assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti, attraverso prestazioni e interventi, economici e di servizio, legati alla sfera socio-assistenziale, anche in un’ottica di prevenzione della non autosufficienza e del decadimento cognitivo.
Con quest’iniziativa l’INPS intende anche sostenere la comunità degli utenti nell’affrontare, risolvere e gestire le difficoltà connesse alla status di non autosufficienza proprio o dei propri familiari, attraverso l’intervento pubblico, l’intervento della famiglia, del «terzo settore» (il cui ruolo viene valorizzato) e ogni altra risorsa sociale disponibile.

Possono fruire dei contributi economici e dei servizi socio assistenziali:
• i dipendenti e i pensionati, utenti dell’Inps Gestione Dipendenti Pubblici –anche per effetto del DM 45/07;
• laddove i suddetti soggetti siano viventi: i loro coniugi conviventi, i loro familiari di primo grado.
Sono ammessi al beneficio anche:
•i giovani minorenni orfani di dipendenti o pensionati pubblici, (sono equiparati ai figli, i giovani minori regolarmente affidati e i nipoti minori con comprovata vivenza a carico di ascendente diretto);
•i non autosufficienti e residenti presso un Ambito Gestore Convenzionato.

Tutti coloro che devono inviare la domanda telematica, ma non sono dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici, devono prima compilare e consegnare alla competente sede Inps il modulo di iscrizione in banca dati.
Per approfondimenti clicca qui o rivolgersi al Servizio Sociale Professionale.

RE.D. (Reddito di dignità)

Con legge regionale n. 3 del 14 marzo 2016, “Reddito di dignità regionale e politiche per l’inclusione sociale attiva”, la Regione Puglia ha inteso promuovere una strategia organica di contrasto al disagio socioeconomico, alle povertà e all’emarginazione sociale, attraverso l’attivazione di interventi integrati per l’inclusione sociale attiva.

Il Reddito di dignità (Re.d.) è una misura di integrazione del reddito, di contrasto alla povertà assoluta e un programma di inserimento sociale e lavorativo in cui l’indennità economica è accompagnata da un patto di inclusione sociale attiva che il nucleo familiare beneficiario, attraverso un suo componente, stipula con i servizi sociali locali; il rispetto dello stesso è condizione per la fruizione del beneficio. La Misura mira a fornire i mezzi sufficienti per una vita dignitosa e a favorire l’inclusione lavorativa e sociale delle persone e delle famiglie in condizione di povertà.

Il Reddito di dignità regionale, riconosciuto per un periodo limitato e predeterminato, ai beneficiari selezionati sulla base di una valutazione multidimensionale dei bisogni e che abbiano sottoscritto il patto di inclusione sociale attiva, comprende:

  • Una indennità economica nella forma di integrazione al reddito;
  • Un programma di inclusione sociale e lavorativa, sotto forma di tirocinio di orientamento, formazione e inserimento finalizzato all’inclusione sociale e all’autonomia delle persone, ovvero al lavoro di cura in favore del proprio nucleo familiare;
  • L’accesso a opportunità formative;
  • Un programma di prestazioni sociali a sostegno delle funzioni educative e genitoriali nei confronti dei minori e della cura per i familiari in condizioni di non autosufficienza.

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Ultimo aggiornamento

14 Novembre 2014, 23:39